A proposito di governo, che palle queste liti, anziché in Parlamento sembra di stare in un’osteria di ubriachi rissosi, uno vuole abbassare le tasse invece l’altro vuole eliminare il bollo auto; uno vuole la Tav e l’altro non vuole la Tav; uno vuole il salario minimo garantito e l’altro si oppone perché questo provvedimento aggraverebbe la situazione degli imprenditori; uno insulta l’altro e l’altro insulta l’uno; l’altro vuole i minibot e l’uno non vuole; l’altro vuole mettere le mani sui conti correnti; l’altro pensa di mettere le mani sui risparmi della Cassa Depositi e Prestiti ma l’uno vuole ficcare le mani nelle cassette di sicurezza bancarie; l’uno vuole l’autonomia delle Regioni e l’altro non vuole l’autonomia delle Regioni; solo su un punto sono d’accordo, arraffare le riserve auree della Banca d’Italia.

Basta così? Nemmeno per sogno, gli scontri salgono di livello, infatti gli europarlamentari M5S votano Ursula von der Leyen, gli europarlamentari della Lega non solo non applaudono, ma restano seduti quasi fosse una questione personale con lei. Personalmente trovo questo gesto non solo maleducato ma soprattutto stupido, infatti come prima cosa la vendicativa Ursula dice che come prima cosa rivedrà i conti pubblici italiani e già che ci si trova ribadisce l’obbligo di “salvare” i migranti in mare. Roba da matti. Bene, bravi, bis!

Su tutto questo casino veleggia il presidente Conte che tenta di calmare i bollenti spiriti e per questo rimedia una bella dose di insulti.

Come andrà a finire? Malissimo, secondo me. Anche Platone, vissuto 2500 anni or sono, è d’accordo con me nel suo De Repubblica,

«Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle».

Post scriptum. Mi ricordo di aver visto Matteo Salvini, con un rosario in mano, che raccomandava la salvezza dell’Italia al Cuore Santissimo della Madonna Vergine e Immacolata.

Se siamo a questo punto sarà meglio premunirsi, il rosario non basta, qui ci vuole l’Estrema Unzione.

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