A proposito di beghini e beghine, nel 2015 ho pubblicato Sem, storia di uno spermatozoo il quale vuole fare causa a un suo gigantesco fratello che gli ha dato un sacco di botte e gli ha fregato il posto. Molti siti hanno scritto cose bellissime su questo libro, a cominciare dal Corriere della Sera per finire con il Quotidiano Nazionale.

Eppure il Sole 24 ore, che aveva sempre accolto i miei precedenti libri con lusinghiere recensioni, quella volta ha taciuto. Quando ho chiesto in segreteria se Sem fosse arrivato, una signorina imbarazzatissima mi ha risposto che la recensione era stata negata. Senza che chiedessi spiegazioni, la signorina di cui sopra ha aggiunto che il servizio di recensioni on-line era composto da seguaci di Formigoni.

In effetti Sem non è un libro comodo per i baciapile, tira in ballo idee rivoluzionarie.

Per esempio queste, «Earthquake (padre biologico-bionico) sarà fatto santo perché ha dimostrato che se gli spermatozoi possono diventare mezzi uomini e mezze donne, pensa che affare con seicento milioni di spermatozoi al colpo, ogni eiaculazione seicento milioni di spermatozoi da battezzare da cresimare da far comunicare da sposare da portare al camposanto!»

Ancora, «E per i  fondamentalisti pensa che goduria all’idea di poter fare a meno delle donne, pensa a un mondo popolato di soli spermatozoi maschi allevati senza latte delle madri, anzi allevati direttamente senza madri, un mondo finalmente liberato dagli aborriti preservativi e dalle femmine strumento del diavolo!»

Roba del genere fa svenire perfino i confessionali, vade retro Satana!

Però è vero che in genere gli spermatozoi  sono considerati con sospetto circospetto. Un’associazione  culturale locale aveva pensato  di organizzare una cena, nel corso della quale oppure dopo il banchetto, mi avrebbero fatto presentare il libro.

Uno di Comunione e Liberazione si era opposto sostenendo che sentir parlare di spermatozoi davanti a un piatto di olive fritte avrebbe fatto passare l’appetito ai commensali.

Ho tentato di spiegare che il libro non propone ricette per piatti a base di spermatozoi (però mica è detto che non possa succedere, del resto già siamo alle ricette per cavallette cimici fetide e larve di mosca cavallina). Ho pure spiegato che non volevo far mangiare spermatozoi  cotti a nessuno, volevo soltanto raccontarli.

Niente da fare, però un altro socio si è sentito in dovere di giustificarsi, «Caro Gasparri,  comunque sappia che non abbiamo niente contro gli spermatozoi».

Non è meravigliosa?

E comunque, quasi tutti si sono accodati da bravi codini reazionari.

Adesso ci provo con i renziani, quelli sono capaci di mangiarsi tutto, perfino i poveri spermini vivi.

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