Nella mia terrificante vita professionale ne ho viste e fatte di tutti i colori. Mi è capitato di leggere la frase di un cronista fuori di testa (prima o poi dirò la differenza che passa tra il cronista e il giornalista) che aveva scritto “In Argentina Natale capita a  Ferragosto“. Quello sciagurato intendeva dire che nell’altro capo del mondo le stagioni sono invertite, ma la frase era talmente comica che per anni l’ho raccontata e scritta come una cazzata.

Invece il tempo ha dato ragione a lui, al fuori di testa.

Dopo trent’anni di libri affidati a editori del cartaceo ho deciso di fare il grande passo verso il digitale e soprattutto verso il self publishing. La prima sensazione è stata quella di una libertà totale, libero dai tranelli di  sedicenti editori e di ancor più sedicenti Agenzie Letterarie, soprattutto libero dalla classe degli editor.

Premetto che come scrittore ho una totale disistima nei miei confronti, non mi fido di me stesso, cerco la perfezione pur sapendo che in letteratura la perfezione non esiste, però ho la fortuna di sentire le parole e le frasi come musica, lo aveva detto anche B.Ifor Evans poeta inglese del secolo scorso, quindi limo e levigo finché non sento la giusta armonia. Sarò stato sfortunato, ma  la maggior parte dei miei editor erano personaggi allucinanti

Ecco un piccolo assaggio: ‘L’asino ragliò dolcemente’.  Geniale, no?

C’era un tipo angosciato dal suo pisello troppo piccolo e tentava di allungarlo appendendoci una preziosa zuccheriera in bisquit, all’editor la parola ‘sospesa’  non piace e cambia con attaccata al pene“. Una zuccheriera di bisquit attaccata al cazzo? Con bostik? Colla di farina? Loctite? Con la ceralacca? Con la spillatrice?  

Una sgambata (una corsetta) diventa ‘una sgambettata’.  C’è una ragazza bella e disinvolta, l’editor precisa ‘le sue gambe affermavano’, raro caso di gambe parlanti e perfino perentorie.

Da una scena in una trattoria di campagna corregge e scrive: ‘Le vespe, inebriate dai vapori alcolici, annegavano in mezzo centimetro di birra,  altre colleghe la scampavano…”

Si sa che esistono le vespe di terra, le vespe di mare, le vespe giganti, questa deve essere una razza nuova, le vespe colleghe.

 

Altra scena, c’è un prete ‘alto e pallido di carnagione…  ma dietro quella carnagione perlacea dietro quei modi fini e sommessi ribolliva un temperamento da stupratore’. L’editor corregge: Ma dietro quel carnato perlaceo, dietro quei modi fini e sommessi ribolliva …  

Bello? Certo, anzi bellissimo, ma come fa un carnato a essere perlaceo? Carnato vuol dire rosa o rossa come la carne, perlaceo vuol dire pallido bianco come una perla. Allora si può sapere com’e la carnagione di questo inquietante prete?  

Basta con le divagazioni e torno all’argomento. Chi se ne intende mi ha detto che, senza i social e senza un sito professionale, nessuno si accorge del tuo libro in digitale sperduto tra un milione di libri digitali. Ho spiegato al mio gentile interlocutore che di solito scrivo piccoli e meno piccoli capolavori per cui non dovrei passare inosservato, lui si è messo a ridere e credo che stia ancora ridendo, dice che senza una strategia di marketing ci vorrebbe un microscopio  elettronico per forse individuarmi.

Rassegnato ho cercato a casaccio nella rete e ho preso il primo che mi è capitato. Adesso sono qui anch’io, un po’ sperduto e molto curioso di questo bellissimo sito che mi sembra un regalo.  

Adesso è giugno, ma per me è Natale, mi sono accorto che aveva ragione il cronista cretino, aveva sbagliato solo il mese ma non è il caso di guardare il pelo nell’uovo.  Non solo è Natale ci sono perfino i re magi che però non sono Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i tre maghi che ho trovato sono Emanuele, Giovanni e Stefano. Buon Natale e buona fortuna a tutti, cari amici. E tante grazie a te, cretino profetico.

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