Visto che tutti parlano di pensioni, per una volta voglio dire la mia sulle pensioni.

Gli istituti di statistica contano i super ricchi che in Italia sarebbero circa 180mila e si spartiscono circa due miliardi a testa, signori che hanno lavorato sodo o hanno rubato sodo o hanno ereditato sodo. In un modo o nell’altro meritano rispetto, il concetto di grandezza si attaglia sia nel bene sia nel male. Immaginate la vitaccia che hanno condotto i Mida, rosi dal dubbio di avere fatto investimenti forse sbagliati, oppure vissuti nell’angoscia di aprire la porta di casa e trovarsi di fronte i carabinieri o, peggio, una cartella esattoriale della ex Equitalia ora Agenzia delle Entrate, oppure vedersi comparire davanti un mazzo di figli illegittimi del de cuius che reclamano la loro parte.                                                                                                                                                                                    L’unica angoscia che non hanno è quella di pagare le tasse, tanto ci pensano i condoni globali. Non li inquietano nemmeno i biechi titoli dei giornali “Il governo è a caccia di 30 miliardi”, andare a caccia rende l’idea, personalmente la trovo rivoltante perché denuncia la pochezza dei vari governi. Immaginate Marco Minghetti, austero presidente del consiglio e ministro dell’economia nel 1873/1876, quello della famigerata tassa sul macinato, ma soprattutto inventore del pareggio di bilancio dello Stato si accorge di aver sbagliato i conti e convoca tutti i ministri nelle scuderie reali, <Domani alle sei tutti a cavallo, schioppo e cani molecolari da cerca, si va a caccia di 30 miliardi!>

In Italia è una caccia perenne che segue lo stesso copione di Prodi con i contributi di solidarietà forzosa : 1) non è vero che aumenteremo le tasse; 2) se fosse necessario saranno toccati solo i redditi dai 90mila euro in su; 3) solo dai 50mila in su; 4) solo dai 5mila in su; 5) solo dai 4mila in su; 6) solo dai 3mila in su; 7) solo dai 2500 euro, però lordi; 6) già tremano i pensionati ladri e scrocconi, affamatori dei giovani, che percepiscono 2mila naturalmente lordi.

L’ex ministro Tremonti diceva che per governare ci vuole fantasia, invitava gli italiani a vendere le loro case e spendere tutto il ricavo per aumentare i consumi e così rimpolpare ii Pil nazionale. La sua fantasia era che gli italiani fossero cretini.

Per non dire del “metodo Amato”, nel pieno della notte prelevò forzosamente una parte degli interessi su conti correnti o depositi di ogni genere. Adesso fa il giudice costituzionale con la toga bordata di prezioso ermellino (per questo il paludato giornalismo della Corte Costituzionale li chiama “gli ermellini”, straricchi di stipendi e pensioni a sei cifre, sono curioso di vedere come Di Maio riuscirà a sfilargliele da sotto la toga e dalle scarselle degli altri “ermellini” passati presenti e futuri. Eppure questi signori stracarichi di benefit e di privilegi sarebbero ideali per una battuta di caccia.

Non so come la pensiate, a me dà l’orticaria vedere in Parlamento e al Quirinale quei signori in abito nero che si danno da fare, chi ha un farfallino tricolore cucito sulla manica ad altezza dell’omero, chi ha strisce dorate a fine manica come i generali, chi porta al collo una vistosa catena dalla quale pende una conchiglia tipo tastevin penso d’argento, non so se sia un sommelier o un assaggiatore antiveleno oppure coatti che però avevano il catenone d’oro e al posto del tastevin un grosso crocifisso anch’esso d’oro sui  petti nudi e peli arricciati con la permanente.

Ho visto l’allora presidenta (guai a correggerla!) della Camera, Boldrini  affiancata da due di quei tipi in bianchi guanti, uno alla sua sinistra le sistemava il microfono di destra, l’altro a destra le sistemava il microfono di sinistra. Non bastava un solo coatto per sistemare i microfoni, anzi la Boldrini non poteva aggiustarselo da sola?

Ho visto un salone gremito di giornalisti e fotografi quirinalizi in attesa della nomina del nuovo presidente del Consiglio (Monti, se non ricordo male), una telecamera Rai

era puntata fissa sulla stupenda porta barocca dalla quale sarebbe uscito il nuovo salvatore dell’Italia. Uno di quelli col nastrino tricolore e con le strisce dorate sui polsi della giacca teneva una mano guantata di bianco sulla maniglia e respingeva la ressa a colpi di gomito e di culo. Per trenta minuti le cose non cambiarono, telecamera fissa, mano impaziente sulla maniglia. Poi il salone si agita, tutti spingono, l’eroico guardaporta resiste, poi cede e preme la maniglia, la splendida porta barocca si schiude, ecco il Presidente del Consiglio? No, prima di Monti dietro quella porta si vede un’altra mano guantata di bianco che preme la maniglia e spinge, mentre da questa parte c’è uno che preme la sua maniglia e tira per aprire la stessa porta. Due commessi in ghingheri per aprire una porta.

E sarà vera la storia del barbiere in Parlamento andato in pensione con 130mila euro annui?

Adesso gli sgovernanti se la pigliano con i pensionati, tutti imbroglioni ladri sfaticati farabutti parassiti della società, non morite mai, carogne figli di puttana fanculo tutti, assassini mostri divoratori delle pensioni delle prossime generazioni. Tagliamo tutte le pensioni d’oro, da 90mila euro mensili; anzi no, da 60mila; anzi no, da 40mila; anzi no, da 20mila; anzi no, da 5mila; anzi no, anche da 4mila sono pensioni d’oro; le pensioni da 3mila sono ricchissime; vabbè visto che comunque rubano alle nuove generazioni facciamo 2500 euro lordi, ci si vive quasi poveri ma felici.

Qui non si tratta di detrazioni, si tratta di tagli netti per tutti, che saranno impiegati per irrobustire le basse pensioni. Quello che non capisco è per quale motivo non siano tagliati con identici criteri gli stipendi d’oro per rimpolpare gli stipendi bassi e di conseguenza le future pensioni.

Lo chiamano “Contributo di solidarietà forzoso”, un ossimoro in piena regola, la solidarietà è un moto spontaneo quindi non può essere forzoso cioè imposto, quindi sarebbe meglio chiamare questo provvedimento col nome che gli spetta: IMPOSTA, TASSA, BALZELLO, ACCISA. Tutti termini impronunciabili per chi governa, abituato a promettere che le tasse scenderanno (ma i contributi forzosi di solidarietà cresceranno a vista d’occhio).

Io che di fantasia ne ho da vendere (però in nero) un sistema innovativo ce l’ho e lo regalo. Il progetto si basa su dati statistici reali ed è così semplice che mi meraviglio come mai non sia venuto in mente al trio Conte-Salvini-Di Maio, oltre a realizzare una identica parità fra gli italiani è in grado di eliminare il debito pubblico in 3 max 4 anni.

Il mio progetto è semplicissimo: in Italia vivono dieci straricchi signori che possiedono 87 miliardi di euro; poi 394.000 cittadini superano il milione di reddito; poi 740mila persone superano i 500mila euro; 50.000 cittadini superano i 315mila euro; una marea quelli che toccano i 100mila euro. Quasi tutto il resto è immondizia non riciclabile. Siamo mendicanti onesti di fronte a quella ricchezza sfacciata.

E quelle fino a 3/4mila sarebbero le pensioni d’oro? Ci pigliate per il culo?

Ecco la mia proposta, il governo registra tutti quelli che guadagnano da 20mila euro in su, con un decreto legge mette tutti in pensione ricchi e poveri, belli e brutti, scienziati e nullafacenti qualunque sia la loro età a partire dai quindici anni. Una ricca pensione da 2.500 euro lordi permetterà a tutti di vivere alla grande! Voi mi domandate, e i ricconi traboccanti oro? Questo è il bello: poiché tutti i cittadini di ogni ordine e grado sono stati promossi pensionati, dunque in balìa di ogni governo, riceveranno 2.500 euro lordi, tutto quello che superi questo livello compresi beni immobili, yacht Ferrari chalet sul Cervino saranno confiscati e convertiti in euro, finalmente il debito pubblico sarà azzerato.                                            

Rivedendo quello che ho scritto mi sono accorto di aver proposto un sogno comunista anche se comunista non lo sono mai stato e non posso perdere tempo con i sogni. Però che meraviglia sarebbe vedere la faccia di un miliardario mentre lo informano che non ha più nulla ma potrà vivere e godersi la vita grazie a una pensione di 2.500 euro lordi. Vedreste che ecumenici salti di gioia!

E se il debito pubblico ricominciasse a salire?                                       

Ci toccherebbe vendere le mutande ma nessuno potrebbe comprarle perché avranno già venduto le loro. Tutti a culo nudo ma poco importa, mal comune mezzo gaudio.

Post scriptum. Per garantire il reddito di cittadinanza e ora anche la pensione di cittadinanza gli sgovernanti puntano le riserve valutarie in oro della Banca d’Italia; puntano sui risparmi e sui depositi improduttivi (conti correnti) per costringere i titolari a investirli, dopo la solidarietà forzosa ecco l’investimento forzoso, obbligatorio l’acquisto di titoli di Stato italiani esaltati come bene rifugio. Bene rifugio? Nove istituzioni su dieci, italiane e estere, prevedono a breve il fallimento dell’amata patria, dovesse succedere, i titoli di Stato varrebbero zero. Bel colpo.

Bene, bravi, bis!

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