La privacy è un diritto assoluto, infatti gli impiegati delle banche, il Fisco, la Finanza e chissà quanti altri possono scorrazzare sui conti correnti e depositi, la privacy è un diritto assoluto ma quando si tratta di sghei non è più un diritto assoluto.

Nel mio mestiere ho sempre rispettato la privacy bambini, niente foto, niente indirizzi, niente riferimenti riconoscibili.

Anche su internet e sui canali televisivi questo criterio viene rispettato, il viso di ogni bambino (purché non si tratti di film telefilm o interviste autorizzate dai genitori) viene coperto con un disco di nebbia. Da un po’ di tempo alcune associazioni benefiche lanciano appelli alla solidarietà per bambini orfani o malati o altro. Tutte, dalla prima all’ultima non solo non usano il disco di nebbia, ma indugiano in primi e primissimi piani, occhioni spalancati, labbri leporini, kwashiorkor terrificanti, bambini sulla sedia a rotelle affetti da malattie rarissime, potrei continuare.

Anche in questi casi la privacy dei bambini è un diritto assoluto. Ma anche in questo caso il diritto di privacy è assoluto finché non si tratta di sghei.

Del resto il 39% degli italiani è disposto a scambiare la privacy in cambio di denaro. Dice Horace Greeley, «L’ora più buia nella vita di un uomo si ha quando egli si siede per studiare come fare denaro senza guadagnarlo».

Parole sante.

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